Impianti elettrici di messa a terra

Obbligo delle verifiche

I datori di lavoro hanno l’obbligo di far verificare periodicamente l’impianto elettrico di messa a terra La normativa in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro (D.Lgs. 2008 n. 81/2008) ha integrato gli obblighi previsti dal D.P.R. 462/2001 e dalla L. 123/2007. Tutti gli impianti elettrici devono essere certificati e “a norma”, ma se usati in luoghi di lavoro devono avere anche una verifica periodica della regolare messa a terra dell’impianto.

Periodicità per l’effettuazione delle verifiche
Il datore di lavoro deve per legge:

  • effettuare regolari manutenzioni degli impianti;
  • far sottoporre gli stessi a verifiche periodiche, con la seguente frequenza:
  • ogni due anni
  • per gli impianti di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche installati in:
    • cantieri;
    • locali adibiti ad uso medico;
    • ambienti a maggior rischio in caso di incendio;
    • per gli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione.
    ogni cinque anni per tutti gli altri casi.

A tal proposito si forniscono le seguenti indicazioni:
per "cantieri" devono intendersi quelli definiti dall’art. 2, comma 1, lettera a) del DPR 494/96 e successive modifiche e integrazioni, e cioè sono considerati cantieri: “I lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee elettriche, le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro.


Verifiche straordinarie
Le verifiche straordinarie previste dal DPR 462/01 devono essere richieste dal datore di lavoro, agli Organismi Abilitati nei seguenti casi:

  • Esito negativo della verifica periodica;
  • Modifica sostanziale dell’impianto;
  • Richiesta del datore di lavoro.

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